I riassunti del nostro giornalino

Carissimi, si avvicinano le più grandi feste della nostra fede cristiana, con il cammino verso il tempo di Quaresima e della Pasqua di Resurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo. Esse vengono preparate con tanti gesti e riti, fra questi vi è l'annuale visita e benedizione delle famiglie è un'antica, bella e preziosa tradizione presente nelle nostre comunità parrocchiali. E' una tradizione che noi sacerdoti amiamo continuare, perché sappiamo, ancora molto gradita anche da voi, soprattutto per me che sono in mezzo a voi da pochi mesi, sarà l'occasione per conoscerci meglio.
Busserò alle vostre porte con gioia e batticuore; la gioia di incontrarvi perché ogni incontro di persone racchiude una grazia: un po' di batticuore perché sono consapevole di non riuscire a donarvi tutto quanto vi aspettate da me. Come mi aprite la porta delle vostre case, io sono contento di aprire le porte della comunità parrocchiale, per accogliere le vostre difficoltà, i dolori, le domande, le preghiere, i sospiri di tutti; ed io apro il mio cuore per ospitare le vostre confidenze e anche per lasciarmi arricchire da voi. Ringrazio per il calore e l'affetto con cui mi sono sentito accolto da questa parrocchia, spero di conoscere altre persone, ricordandovi che la parrocchia ha bisogno di tutti voi, della vostra preziosa presenza. Per incontrare un maggior numero di persone, porterò la Benedizione del Signore alle vostre famiglie nel pomeriggio. Seguirò il calendario che troverete in ultima pagina, se qualche famiglia per ritrovarsi insieme desidera un orario diverso lo comunichi per tempo, verrò volentieri.
(0541 - 346192 oppure 338 - 5242721 ) Con affetto fraterno. Don Mirc
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ASSISI E GUBBIO Un pellegrinaggio sulle orme di San Francesco
La nostra parrocchia non è mai stata avvezza ad uscite frequenti per gite o pellegrinaggi, soprattutto se queste erano programmate nel periodo invernale. Eppure, nonostante il freddo, la giornata feriale di venerdì a cavallo tra Natale e Capodanno, una nutrita schiera di persone con diversi bambini, si sono presentate puntuali alla partenza.
Organizzati da Don Mirco e in compagnia delle parrocchie di Bellaria mare e monte si sono riempiti addirittura tre pullman con l'obiettivo di visitare Assisi, Gubbio ed i loro presepi caratteristici. E' vero, l'intento principale era quello di vedere i presepi ma qualcosa durante il viaggio ha modificato il nostro animo e le nostre aspettative. Don Mirco ha iniziato a raccontarci la vita di San Francesco, illustrandoci chiaramente i momenti più salienti, i passi più sofferti del Santo e le scelte di vita che lo hanno contraddistinto e le nostre menti, di conseguenza, hanno cominciato a viaggiare in un immaginario che ci rendeva partecipi della sua sofferenza, ovvero dell'amore che nutriva verso Dio. Con questo spirito siamo giunti ad Assisi, desiderosi di ripercorrere almeno un poco le orme del nostro Patrono nazionale. Dopo una ripida discesa, percorsa doverosamente a piedi per alcune centinaia di metri, siamo entrati nel convento di San Damiano. In questo luogo, nel 1205, il Crocifisso parlò a San Francesco e nel 1212 il Santo adunò qui S. Chiara e le sue compagne. In ogni angolo della chiesa vi era rappresentata la natività che, ricordiamolo, se oggi vi è la tradizione del presepe, questa è stata voluta ed è nata proprio grazie a San Francesco. Per la pausa pranzo, il nutrito gruppo si è diviso in due tronconi: chi si è fermato con un veloce panino e chi ha preferito mettere le gambe sotto un tavolo concedendosi un'ora di sosta assaporando le delizie locali … Nel primo pomeriggio ci siamo recati alla basilica di San Francesco, senza dubbio uno dei maggiori santuari della fede e dell'arte nel mondo. La chiesa superiore riporta ancora vive le cicatrici del drammatico terremoto del 1997, mentre nella chiesa inferiore spira un senso di severità e di raccoglimento per le sue massicce forme romanico-gotiche e la scarsità della luce. Un emozione e un brivido ha accompagnato tutti noi quando ci siamo soffermati in preghiera nella cripta che racchiude la tomba del Santo. Un altro momento forte che abbiamo vissuto in questa giornata, con viva partecipazione, è stata la messa che i sacerdoti hanno concelebrato all'imbrunire nel santuario di S. Maria degli Angeli. In questo posto il Santo, morì disteso sulla terra nuda la sera del 3 ottobre 1226. Le nostre tre parrocchie, anche in questa occasione, hanno nuovamente dimostrato di poter essere una sola comunità, di avere un solo campanile, unite nello spirito e nella fede che giustamente ci deve contraddistinguere. Prima di rientrare a casa, ci siamo fermati a Gubbio a vedere l'albero di Natale più grande del mondo, disegnato con le luci sul versante del monte Ingino; uno spettacolo maestoso per i nostri occhi e per i nostri cuori.




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